Chissà come succede che ad un certo punto è come se le parole si prosciugano, sì, proprio una sensazione di secchezza cattura tutto il tuo essere, ti avvolge e ti penetra interamente. Non sai bene da dove essa venga nè perchè.
Con le parole funziona così! ti scivolano ben umide, turgide, scorrevoli, non importa se abbondanti o no, ma essenzialmente fluide, talmente fluide da avere la sensazione che non partono da te. Hanno una vita propria, una velocità propria, sono mosse dal desiderio di andare e dal piacere di scivolare morbide, una dopo l’altra, ognuna portando un tesoro da consegnare.
Sembrano palloncini ripieni d’acua, oppure piccole e grandi bolle di sapone che ondeggiano sapendo bene dove andare e perchè. Il sole sfiorandole, appena, le colora e le riscalda. Procedono sicure, forti nella loro leggerezza, piene di vita, di colori, di suoni e sapori.
Poi può succedere che arriva lui, il vento, quello veramente secco e le blocca già al nascere, le scolsiglia di neppure provarci ad uscire, perchè lui è inesorabile.
La secchezza, quando arriva è terribile, ti blocca il pensiero e si porta via le parole, toglie loro la vita,prosciuga quella brina, quella freschezza che scorre e le parole con essa, per essa.
Ed eccole povere parole che stentano ad aggrapparsi l’una all’altra per aiutarsi a vicenda. Sono pesanti,non hanno appigli che le aiuti, friabili ad ogni movimento. Fanno davvero poca strada, perche si seccano, si spaccano e sono trascinate a briciole,piccole squame scoposte che aleggiano di qua e di là, lontane una dall’altra.
Per un pò si cercano, solo un istante, e vedono nelle altre il proprio destino. Una sillaba di qua..e una volteggia laggiù..poi ancora più divise, più piccole, sempre più inutili perchè senza significato.
Poi il silenzio.
Quanto dura?
e chi può dirlo?
però….il vento passa,…. sempre….. se ne va.
Il vento è passato.
Normalmente avrei sorriso.
Ma le parole e il vento, adesso, mi fanno paura
Ci sono momenti in cui al vento le affidi e speri che faccia il suo dovere: consegnarle al destinatario esattamente come se a portargliele sia tu.
Mentre a volte, speri che quel vento non fosse mai arrivato perchè quello che porta è dolore, amarezza, tristezza e delusione.
Alla fine, ti arrendi e speri che il vento spiri forte, questa volta per liberarti da quelle parole che ti riempiono il cuore ma lasciandoti un vuoto “stancante”… e inizi a visitare nuovi “luoghi” – non sempre fisici – apri tutte le finestre – anche quelle mentali … crei la corrente necessaria affinchè questo famoso vento arrivi in maniera possente e segni l’inizio di un nuovo “vuoto”,ma sano e da colmare.
Ma i venti sono 4, sono ingestibili e non sai quando arrivano e come spirano… in bocca al lupo a chi attende il vento buono.
In bocca al lupo a te centolibri e anche a me, che ne ho bisogno.